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Siamo divenuti partner della conferenza “Finanziamento dello sviluppo aziendale, nuove opportunità per il 2018”

24 gennaio 2018
RSM Poland è divenuto uno dei partner della conferenza “Finanziamento dello sviluppo aziendale, nuove opportunità per il 2018”, organizzata dal Poznański Park Naukowo-Technologiczny Fundacji Uniwersytetu im. Adama Mickiewicza (Parco scientifico-tecnologico di Poznań della Fondazione Università Adam Mickiewicz). Tra i partner annoveriamo Wielkopolska Agencja Rozwoju Przedsiębiorczości (Agenzia per lo sviluppo dell’imprenditoria della regione Wielkopolska), Wielkopolski Związek Pracodawców Lewiatan (Unione degli imprenditori Lewiatan della regione Wielkopolska) e Stowarzyszenie Księgowych w Polsce Oddział Wielkopolski w Poznaniu (Associazione dei commercialisti in Polonia - filiale della regione Wielkopolska). RSM Poland verrà rappresentata dal Tax Partner Piotr Liss, il quale si soffermerà sulle agevolazioni per le attività di ricerca e sviluppo (R+S).

Il workshop per gli studenti dell'università di economia di Poznań è già alle nostre spalle

24 novembre 2017
Mercoledì il nostro Tax consultant Piotr WYRWA ha condotto un workshop aperto agli studenti dell'Università di Economia di Poznań, organizzato dal Circolo Scientifico Studentesco TAX. Si è discusso dell’imposta IVA nelle transazioni intracomunitarie

Lo spauracchio di una contabilità centralizzata e della cosiddetta tax compliance

14 ottobre 2015
Przemysław POWIERZA
Il consulente fiscale è utile affinché le questioni fiscali non offuschino mai gli affari. Nella nostra attività tentiamo, di concerto con il Cliente, di ottenere un modello di funzionamento dell’impresa in modo tale che lo si possa definire: “Business first”. Tutte le analisi, anche quelle per il controlling, la contabilità e i conteggi fiscali dovrebbero essere ottimizzati, tuttavia dovrebbero rimanere sullo sfondo. Non si fa business per compilare un bilancio d’esercizio oppure pagare le tasse. Si tratta in generale di alcune caratteristiche poco apprezzate di un business di successo.

L’interpretazione fiscale è ad oggi utile a qualcuno?

22 settembre 2015
Przemysław POWIERZA
Allorché nell’Ordinamento fiscale di inizio 2003 comparvero le prime normative relative all’interpretazione delle normative di diritto tributario, il Ministero delle Finanze ha celebrato in gran pompa il suo successo. I contribuenti hanno ricevuto la comunicazione che d’ora in poi la certezza del diritto sarebbe cresciuta e di conseguenza le modalità di interpretazione e di applicazione delle normative sarebbero state noto fin dall’inizio. Nella realtà, come spesso accade, la principale difficoltà stava nel garantire uniformità di interpretazione (inizialmente tale interpretazione veniva concessa dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, attualmente esse vengono rilasciate da alcuni responsabili dei vari enti fiscali), e di stabilire l’ambito di tutela garantito ai contribuenti richiedenti. Successivamente grazie all’iniziativa del Tribunale Amministrativo Supremo, si è giunti “all’interpretazione-spettro”, nella fattispecie un’interpretazione emessa ma non recapitata. Come se non bastasse, ora vi è un’altra difficoltà, infatti se l’interpretazione ricevuta a parere del contribuente non rispecchia la legge, egli dovrà attendere un pronunciamento finale addirittura....5 anni. Il nodo è che in tale arco di tempo le norme possono cambiare 7 volte, e il contribuente potrebbe non essere più presente. Non tutti sono in grado, sia mentalmente che finanziariamente, di assumersi il rischio di andare controcorrente... Di recente abbiamo concluso con successo un serial dal titolo ‘’la ricezione di un’interpretazione individuale delle normative di diritto tributario”. A gennaio 2011 abbiamo inoltrato la richiesta ORD-IN, in aprile 2011 abbiamo ricevuto l’interpretazione da parte del Ministro delle Finanze. A nostro parere tuttavia, essa non era conforme alle normative vigenti. Dopo averla impugnata innanzi al Tribunale di primo grado (l’invito praticamente standard al Ministro di rimuovere la violazione legislativa non ha sortito effetti), abbiamo ottenuto una sentenza favorevole, nonostante le indicazioni dei giudici indirizzate al Ministro fossero talmente vaghe che abbiamo dovuto impugnare anche quest’interpretazione modificata.  L’ultima sentenza innanzi al Tribunale Amministrativo Regionale è stata emanata in ottobre 2012. A dicembre il Ministro delle Finanze ha deciso tuttavia di ricorrere presso il Tribunale amministrativo supremo. La sentenza favorevole è giunta in .........aprile 2015 e l’interpretazione è stata modificata conformemente alle indicazioni dei giudici risalenti a settembre di quest’anno. La giustizia funziona a rilento?Assolutamente non è questo il problema, bensì il fatto di avere a che fare con un sistema malato. Il Ministro rilascia un’interpretazione ‘’in base a un modello”, facendo passare sovente un’interpretazione pro-fiscale. Allorché il contribuente non accetta tale interpretazione la questione viene portata all’attenzione del TAR, dove sfortunatamente mancano dei veri specialisti. Si percorre la via del TAR solo quando non vi sono altre soluzioni. In tal caso qualcuno si prenderà la briga di occuparsene, compito svolto sovente dall’assistente del giudice, in quanto il giudice è indaffarato e trova al massimo un attimo per dare un’occhiata veloce alla sua sentenza. Vi è pertanto qualcuno, a qualsiasi fase del funzionamento di tutto l’apparato, a soffermarsi attentamente sul problema del contribuente? Sfortunatamente la risposta è solo una: il sistema di interpretazione non è né affidabile né veloce. Allora perché esiste?

Attrition fee (penale in caso di rinuncia alla prestazione di un servizio) e l’Iva

6 luglio 2015
Adam KOŁODZIEJCZYK
Questa volta vorrei soffermarmi sulla questione delle penali, spesso e volentieri applicate nelle prenotazioni alberghiere. Mi riferisco inanzitutto alle penali applicate in caso di disdetta della prenotazione o no show, e il loro trattamento dal punto di vista dell’imposta sul valore aggiunto (di seguito “l’Iva”). Mi focalizzerò sulla cosiddetta penale in caso di no show nella data stabilita.

Nota di variazione: un momento della variazione dei ricavi e costi. Buon momento per una rinfrescata.

22 giugno 2015
Tomasz BEGER
Come succede spesso in caso di novità fiscali, silenziosamente e di nascosto, viene introdotta la modifica sul momento di imputare, ai fini della determinazione dell’IRES/IRPEF, gli importi delle note di variazioni relative alle operazioni attive e passive. Perché è così importante?

Documentazione sui prezzi di trasferimento – vale la pena di curarla al corrente?

1 giugno 2015
Sylwia KOZŁOWSKA
Senza dubbio, gli amministratori di ogni parte correlata si trovano di fronte ad un dilemma: disporre una documentazione sui prezzi di trasferimento o sperare di non essere chiamati a presentarla da parte dell’Agenzia delle entrate. E se già predisporla, allora quando – durante l’anno d’esercizio o al suo termine?  Attualmente, quasi ogni controllo relativo all’imposta sul reddito equivale alla richiesta, da parte dell’Agenzia delle entrate, di presentare la documentazione sui prezzi di trasferimento. Uno degli errori più ricorrenti nel periodo dal 1/01/2013 al 1/07/2014, in caso di mancati versamenti d’imposta superiori a 1 000 PLN, riguardava la mancanza della documentazione sul transfer pricing. Anche quest’anno, il controllo relativo alla documentazione fiscale sarà una delle priorità dei controlli fiscali (vedasi il Piano nazionale delle attività dell’Amministrazione fiscale per il 2015[1]).

Possibilità di rimborso delle eccedenze d’imposta sui conferimenti nella società in accomandita per azioni

11 maggio 2015
Wojciech MATUSZCZAK
La questione delle ritenute dell’imposta su atti di diritto privato (di seguito denominata dal polacco “PCC”), come aumento di capitale nella società in accomandita per azioni (di seguito “S.a.p.a.”), fa sorgere dubbi già da qualche tempo. In caso di conferimenti e dell’eventuale sovraprezzo nella S.a.p.a., il problema consisteva nel determinare l’imponibile, tra il valore nominale dei conferimenti che vanno ad accrescere il patrimonio sociale e il valore dell’aumento del capitale.

Sollecito di pagamento e la questione dell’Iva

24 arile 2015
Adam KOŁODZIEJCZYK
Recentemente abbiamo ottenuto numerose richieste da parte dei nostri clienti relative alla liquidazione dell’Iva sui solleciti di pagamento di penali o interessi per inadempimenti contrattuali. I solleciti del genere appaiono p.es. nel caso di preannunciare ai fornitori ritardi nei pagamenti. Chi redige solleciti, emettendo la relativa fattura, dovrebbe maggiorarla dell’Iva? Siccome sono situazioni sempre più frequenti, volevo spiegare in breve che regime Iva si dovrebbe applicare sui solleciti di pagamento.

100% del rimborso dell’Iva sull’acquisto di autovetture – solo per i contribuenti più zelanti

27 marzo 2015
Mateusz CHŁOSTA
L’uso esclusivo dell’autovettura per fini dell’attività d’impresa del contribuente, è l’unico caso per cui è previsto il rimborso del 100% dell’Iva accreditata sull’acquisto e sull’uso dell’autovettura. Per giustificarlo, il contribuente è obbligato a tenere un registro del chilometraggio effettuato. E qui gatta ci cova. Il decreto Iva indica come tenere il chilometraggio correttamente e quali elementi dovrebbe contenere. Il problema è che i contribuenti interessati interpretano queste indicazioni diversamente da quanto lo fanno i funzionari dell’Agenzia delle entrate.