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Non consentire al capitale circolante di impedire le transazioni

Nel mercato attuale, caratterizzato da un’alta competitività, le parti di una transazione riguardante l’acquisizione di un’azienda desiderano concludere l’operazione rapidamente e a un prezzo vantaggioso. Al fine di portare a termine tale operazione, anche all’inizio della transazione si definiscono i meccanismi generali in merito al livello del capitale circolante. Tuttavia essi sovente si rivelano insufficienti e le trattative a riguardo assumono importanza nella fase finale della transazione.

In parole più semplici il capitale circolante costituisce la differenza tra l’attivo circolante e gli oneri a breve termine. Tuttavia le trattative relative al capitale circolante possono rivelarsi complicate vista la difficoltà a rilevarne il suo livello, oltre al fatto che il punto di vista del venditore e dell’acquirente può differire notevolmente, il che può causare talvolta la rottura dei negoziati.

Vi invitiamo a prendere visione dell’articolo Non consentire al capitale circolante di impedire le transazioni, a cura di Ryan Branon, RSM US sul sito: http://rsmus.com/what-we-do/industries/private-equity/dont-let-working-capital-kill-the-deal.html?cmpid=soc:licwckd:00 

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