RSM Poland
Languages

Languages

Perdita fiscale come elemento di determinazione e contabilizzazione dell'imposta sul reddito differita

Zuzanna WOJCIECHOWSKA
Audit Assistant presso RSM Poland

Nel corso di un anno all’interno di un’azienda si verificano molti eventi economici aventi un impatto sull’immagine generale dell’entità. Tuttavia, tali circostanze non influiscono analogamente sui risultati dell'entità presentati conformemente al diritto tributario e alla legge di bilancio.

Le differenze tra il sistema tributario e quello di bilancio sono dovute a divergenze di norme, funzioni e dal modo differente di valutare le attività e passività; esse danno infatti vita a differenze temporanee positive e negative tra i valori indicati nel rendiconto finanziario e tra quelli che verrebbero calcolati e presentati secondo quanto prevede il diritto tributario. 

Il miglior modo per identificare tali differenze è paragonare il bilancio contabile con quello fiscale[1] e successivamente stabilire se le differenze, per le quali vengono generati le attività e gli accantonamenti fiscali differiti, sono permanenti o temporanee. La creazione di attività e di accantonamenti comporta la generazione dell'imposta sul reddito differita all’interno dei risultati dell'entità. Nel post odierno descriverò brevemente l'imposta differita rilevata in base alla perdita fiscale.

Cos'è la perdita fiscale?

Una perdita fiscale ha luogo allorché i costi deducibili sono superiori ai proventi fiscali. La perdita fiscale può essere contabilizzata nei cinque anni fiscali successivi. In un anno d’esercizio una determinata perdita può essere contabilizzata al massimo al 50%, il che significa che essa è compensabile il più velocemente in due anni.

Se entro cinque anni la perdita non viene compensata, essa non potrà più essere oggetto di compensazione. Stesso discorso per le differenze negative temporali; in ragione della perdita fiscale subita si creano delle attività fiscali differite qualora l'esercizio sia in grado di dimostrare che negli anni successivi consegua un reddito imponibile sufficiente per detrarre le perdite riportate. Sul conto del bilancio, alla voce attività fiscali differite, l'aumento viene indicato nella sezione DARE mentre la diminuzione nella sezione AVERE.

Disegno 1. Registro degli aumenti e delle diminuzioni delle attività fiscali differite

tab_1.jpg

A  - Registro degli aumenti delle attività fiscali differite

A''- Registro delle diminuzioni delle attività fiscali differite

La prima operazione nasce in conseguenza della perdita fiscale subita dall'impresa a seguito della quale l'entità può generare attività fiscali differite. Tale operazione (l'aumento delle attività fiscali differite) riduce il valore delle imposte sul reddito indicate nel conto economico (le attività fiscali differite vengono indicate in contropartita nella sezione AVERE sul conto nominale imposta sul reddito).

Qualora si realizzi una perdita fiscale deducibile si assiste alla diminuzione delle attività fiscali differite (A”). Le attività fiscali differite cancellate fanno aumentare l'imposta nella presentazione del bilancio.

Come compensare la perdita fiscale?

La capitalizzazione di una perdita consiste nella creazione di attività fiscali differite per un ammontare pari al prodotto della perdita e dell'aliquota dell'imposta sul reddito prevista per gli anni di compensazione. Nota comunemente come “perdita capitalizzata”, ovvero attività fiscali differite derivanti da una perdita fiscale, essa fa parte del patrimonio controllato da parte dell’entità e la sua generazione deve avvenire con la dovuta diligenza e prudenza. Essa va creata allorché esiste la certezza della compensazione. La “perdita attivata” può essere riportata unicamente nella misura in cui esiste una probabile compensazione. Un fattore sovente decisivo a riguardo è la presenza di numerose differenze temporanee nell'impresa che, qualora si concretizzino in futuro, aumenteranno la base per il calcolo dell'imposta sul reddito. L'impresa deve pertanto valutare ogniqualvolta la possibilità di produrre nel corso di cinque esercizi un reddito imponibile sufficiente al fine di assorbire la perdita. Le suddette considerazioni si basano sul sistema tributario e quello di bilancio polacchi; le normative internazionali[2] consentono tuttavia la creazione di attività derivanti da perdite fiscali. Tali benefici vengono rilevati in quanto attività fiscali differite laddove si è verificata una perdita fiscale, essi abbiano una certa probabilità di manifestarsi e il loro valore possa essere stimato in maniera attendibile. Analizzando la probabilità di compensazione della perdita fiscale occorre soffermarsi sulle ragioni della sua comparsa; se dovuta a una singola circostanza essa non dovrebbe ripetersi nel tempo, pertanto sarà probabile conseguire un reddito imponibile nel periodo successivo. Le elevate differenze positive temporanee, determinanti per la creazione di importi imponibili e la possibilità di pianificazione fiscale, aumentano la probabilità di compensazione della perdita fiscale antecedentemente alla decadenza del suo diritto. La generazione della perdita fiscale è una questione fondamentale per le entità che subiscono delle perdite. Per tale ragione occorre saper valutare, alla fine di ogni periodo di rendicontazione, le attività fiscali differite non rilevate.

 

[1]                     Abbiamo sottolineato le differenze tra la legge di bilancio e il diritto tributario e i vari importi indicati nel bilancio contabile e fiscale anche sul nostro blog nell'articolo intitolato: Bilancio contabile, consolidato di gruppo, fiscale – ossia cosa non fa dormire sonni tranquilli ai commercialisti e come si può cambiare lo stato delle cose.

 

[2]                     Principi contabili internazionali /IAS 12 (Londra, 2016, paragrafi 14, 34-36).