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Quali sono le conseguenze di una mancata presentazione del bilancio d’esercizio?

Karina KOPCZYŃSKA
Accounting Senior presso RSM Poland

Prima di rispondere al quesito riguardante le conseguenze per i vari enti in caso di mancata presentazione del bilancio d’esercizio, meglio ribadire alcune questioni relative allo stesso bilancio.

Cosa dice la legge?

La principale fonte relativa ai principi di tenuta dei libri contabili e di compilazione del bilancio d’esercizio è la Legge sulla contabilità del 29 settembre 1994 (testo unico: GU 2013, voce 330 con modifiche). La legge fornisce delle risposte ai quesiti correlati agli obblighi imposti alle società in materia di contabilità e rendicontazione.

Cosa è in realtà il bilancio d’esercizio?

È una raccolta di dati e informazioni che rispecchiano la reale situazione patrimoniale e finanziaria del soggetto. Chi è preposto alla loro compilazione?I bilanci vengono redatti dai soggetti che tengono i libri contabili. Chi risponde della loro compilazione? È il direttore dell’unità a essere responsabile della loro compilazione (nella società di capitali è un membro del Cda oppure un altro organo amministrativo, e se si tratta di un organo composto da più persone, tutti i membri di tale organo, nella società in nome collettivo oppure di diritto civile, sono i soci amministratori della società, nella partnership a responsabilità limitata, i soci che gestiscono le questioni societarie oppure il Cda, nella società in accomandita oppure in accomandita per azioni – i soci accomandatari che si occupano delle questioni societarie). Il direttore dell’unità è altresì tenuto a inoltrare il bilancio d’esercizio agli organismi competenti del soggetto al fine di una loro approvazione. Entro quando vanno compilati i bilanci d’esercizio?Entro tre mesi dalla data di riferimento del bilancio. Quando invece andrebbe approvato? Entro 6 mesi dalla conclusione dell’anno di esercizio.

E proprio dalla data di approvazione del bilancio d’esercizio annuale prendono avvio due scadenze: la data di presentazione dei documenti richiesti presso il Registro Nazionale Giudiziario e presso l’Agenzia delle Entrate competente per il soggetto. Al fine di presentare la richiesta di iscrizione nel registro e del bilancio d’esercizio annuale, il parere del revisore dei conti, qualora il bilancio sia stato oggetto di esame, copia conforme della delibera oppure di una decisione di ratifica del bilancio annuale e di ripartizione degli utili/copertura delle perdite, e per le unità, di cui all’art. 49 comma 1 della Legge sulla contabilità, nonché di resoconto dell’attività – le società commerciali hanno a disposizione 15 giorni dall’approvazione del bilancio, mentre la scadenza per la presentazione dei documenti presso l’agenzia delle entrate è pari a 10 giorni. Gli obblighi relativi all’ottemperanza a tali termini di legge fanno parte delle mansioni del direttore dell’unità.

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Si è a rischio anche di liquidazione in caso di mancata presentazione del bilancio

L’art. 79 punto 4 della Legge sulla contabilità sancisce che coloro i quali, malgrado le normative di legge, non presentano il bilancio d’esercizio oppure il resoconto dell’attività presso il registro giudiziario pertinente commettono un reato sanzionabile penalmente con un’ammenda oppure con una pena detentiva. Ai sensi dell’art. 33 par. 1 del Codice penale (legge del 6 giugno 1997, testo unico: GU 1997 n. 88, voce 553 con modifiche), l’ammenda viene comminata in aliquote giornaliere, definendo il numero di aliquote e l’importo di un’aliquota. Il numero di aliquote più basso è pari a 10, mentre il più alto a 540.  Nella determinazione delle aliquote, il tribunale prende in considerazione il reddito del soggetto in questione, ossia il direttore dell’unità, le sue condizioni personali, familiari, patrimoniali e possibilità di guadagno, tenendo bene a mente che l’aliquota giornaliera non può essere inferiore a 10 zł, né tantomeno superare i 2.000 zł. L’ammenda più bassa ammonta pertanto a 100 zł (10 aliquote × 10 zł), la più alta a 1.080.000 zł (540 aliquote × 2.000 zł).  La pena detentiva più breve è di un mese, quella più lunga di 2 anni.

Anche all’interno del Codice penale tributario troviamo delle sanzioni per la mancata presentazione del bilancio d’esercizio. A decorrere dall’1 gennaio 2015 è entrato in vigore l’adeguamento della legge Codice penale tributario (legge del 10 settembre 1999, testo unico: GU 2014, voce 101 con modifiche), in base alla quale, ai sensi dell’art. 80b, la mancata presentazione del bilancio d’esercizio presso l’agenzia delle entrate viene considerata alla stregua di un’infrazione fiscale e si può incorrere in un’ammenda a partire da un decimo fino a venti volte la retribuzione minima lavorativa (nel 2015 da 175 zl a 35.000 zl).

Le sanzioni per l’omessa presentazione del bilancio d’esercizio sono previste anche dalla Legge sul Registro Nazionale Giudiziario (legge del 20 agosto 1997, testo unico: GU 1997, n. 121, voce 769). Tutti i soggetti che non presentano secondo le scadenze previste i bilanci possono incorrere in ammende, di cui al Codice di procedura civile in materia di erogazione di prestazioni non pecuniarie. L’ammenda viene comminata dal Tribunale di registrazione sulla base della legge in materia di KRS (Registro Nazionale Giudiziario). Conformemente all’art. 24 comma 1 della legge di cui sopra, qualora si rilevi che il bilancio non sia stato presentato nonostante la decorrenza dei termini, il tribunale invierà un sollecito alle parti interessate, indicando una scadenza ulteriore di 7 giorni, pena l’applicazione di un’ammenda prevista dalle normative del Codice civile in materia di erogazione di prestazioni non pecuniarie. Ai sensi dell’art. 1052 Cc (legge del 17 novembre 1964, testo unico: GU 2014, voce 101 con modifiche), mediante un’unica ordinanza il tribunale può comminare un’ammenda non superiore a 10.000 zl, fatto salvo il caso in cui la doppia applicazione dell’ammenda si riveli inefficace. Qualora, nonostante l’ammenda comminata, la persona giuridica non provveda alla presentazione del bilancio d’esercizio, il tribunale di registrazione ha la facoltà, conformemente all’art. 26 della Legge su Krs, nominare un curatore per un periodo massimo di 1 anno e 6 mesi, il quale può in ultima istanza compiere delle azioni volte alla liquidazione della persona giuridica. Qualora invece, nonostante le ammende comminate, la società commerciale di persone iscritta al registro continuerà a non ottemperare all’obbligo di presentazione del bilancio d’esercizio, il tribunale di registrazione ha la facoltà,  d’ufficio e per gravi motivi, di dichiarare lo scioglimento della società e costituire un liquidatore (art. 25 Legge su Krs). Da gennaio 2015 i tribunali di registrazione possono avviare dei procedimenti volti a cancellare dal registro il soggetto inadempiente.

Ravvedimento operoso in soccorso

Chi non ha ottemperato all’obbligo di presentazione del bilancio d’esercizio dovrebbe farlo nel più breve tempo possibile. Dovrebbe anche avvalersi del cosiddetto ravvedimento operoso presso l’agenzia delle entrate al fine di alleviare le conseguenze dell’infrazione commessa. Può inoltre presentare richiesta di archiviazione condizionata del procedimento penale presso il tribunale. Lo stesso tribunale, successivamente all’analisi delle premesse di cui all’art. 66 del codice penale, giungerà in ultima istanza a una decisione se archiviare la mancata ottemperanza all’obbligo di presentazione del bilancio d’esercizio. Si tratterà in questo caso dell’unica possibilità per evitare la pena.