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Pianificazione delle attività economiche, ovvero cosa fare se non abbiamo una sfera di cristallo per prevedere il futuro

Dawid STOLAREK
Corporate Finance Manager presso RSM Poland

L’attività economica è strettamente connessa alla necessità di prevedere il futuro. E proprio il futuro, e non il presente, gioca il ruolo fondamentale nel determinare la misura del successo di un’attività economica. Sono le capacità di prevedere l’andamento del mercato, inteso nell’ampio senso del termine, a decidere se le attività intraprese si tradurranno in un incremento della reddittività e l’acquisizione di nuove quote di mercato. Di quanto crescerà l’economia, se nel settore di nostro interesse dovremo affrontare numerosi competitors, come muteranno i gusti e le preferenze dei consumatori, in quale quadro normativo ci dovremo muovere? Sono solo alcuni dei tanti quesiti che si pongono. Quindi, cosa fare per migliorare la qualità delle previsioni economiche, migliorando al tempo stesso le nostre chance per raggiungere gli obiettivi di mercato e reddittività che ci siamo posti?

In primis, occorre realizzare che le decisioni di carattere economico con ricadute sul futuro non possono basarsi esclusivamente sul proprio intuito. Sia quando decidiamo di rilevare un’altra azienda che di lanciare un progetto con le proprie risorse, dovremmo sempre procedere metodicamente.

Siccome la pratica economica è piena di casi ben diversi tra di essi, è difficile fornire, in sintesi, una via maestra da seguire per formulare previsioni economiche in azienda:

  1. in primo luogo, le decisioni di carattere economico devono risultare dalle conoscenze frutto di un’attenta e approfondita analisi, conclusasi con una previsione (sul valore o stato) dei principali fattori economici che possono influenzare l’attività programmata. Non ci si può affidare ciecamente al destino. Ovviamente ogni attività comporta dei rischi che non possono essere mai del tutto eliminati, ma di certo ridotti e contenuti, se solo l’incarico viene affidato ai professionisti specializzati in M&A. È proprio l’obiettivo principale della programmazione basatasi su previsioni precise e affidabili.
  2. la scelta dei metodi di previsione adeguati dovrebbe basarsi, anzitutto, su conoscenze approfondite dell’azienda, del progetto o del mercato di riferimento. In parole povere: quello che va bene per un’azienda, non necessariamente andrà altrettanto bene per un’altra. Non disponendo di conoscenze approfondite, oltre che della necessaria esperienza, è estremamente difficile, se non impossibile, individuare strumenti adeguati.
  3. preparando previsioni economiche è opportuno rivolgersi ad un collaboratore esterno che dispone di conoscenze approfondite e della necessaria esperienza. È possibile che il collaboratore esterno sia in grado di individuare quegli elementi, che sono stati omessi o non interpretati in modo corretto, ma che sono comunque di vitale importanza per il contesto economico in cui ci si dovrà muovere. Il supporto da parte di un advisor che, da una parte comprenderà gli obiettivi primari dell’attività intrapresa, e dall’altra metterà a disposizione conoscenze del quadro normativo, oltre che quelle relative ai meccanismi di mercato, può essere cruciale.
  4. sempre, eseguito l’investimento e appresi i valori effettivi delle variabili oggetto della previsione, dovremmo metterli a confronto con quelli di partenza dell’investimento. In presenza di importanti differenze di valore, occorrerebbe analizzarne la loro natura, contingente o sistematica. L’analisi a posteriori permetterà di valutare l’efficacia delle soluzioni applicate, contribuendo a modificarle per un loro miglior impiego in futuro.

Le efficaci previsioni economiche è uno dei fattori chiave che determina l’andamento di un’azienda, a maggior ragione nei tempi di oggi, caratterizzati da continui mutamenti dei gusti e delle preferenze dei clienti, che rendono molto breve la presenza sul mercato di tanti prodotti.  Detto ciò, valutando la convenienza di un investimento, è meglio non lasciare nulla al caso.