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Gli errori maggiormente frequenti nei bilanci d'esercizio

Ewelina MĄDRAWSKA
Accounting Assistant presso RSM Poland

Nonostante il bilancio d'esercizio sia redatto non meno frequentemente di una volta all'anno, gli errori riscontrati derivano sia dalle inadempienze in sede di redazione, che dalle irregolarità commesse in fase di registrazione degli eventi economici e dei principi di contabilità attuati a livello aziendale. La natura di tali errori può influire notevolmente sulle informazioni trasmesse nel bilancio d'esercizio, vero biglietto da visita di ogni azienda. Un corretto bilancio d'esercizio crea  fiducia e certezzenegli azionisti e nei soci, ma anche in tutti i rimanenti soggetti economici esterni interessati alla condizione dell'azienda. Dato l'ampio carattere delle questione, vorrei presentarvi alcuni degli errori più comuni correlati alla redazione dei bilanci d'esercizio.

Dall'analisi delle singole voci dello stato patrimoniale si evince che gli errori maggiormente frequenti nei bilanci comprendono:

  • L'adozione delle aliquote fiscali in quanto effettivi tassi d'ammortamento senza considerare il periodo economico d'utilizzo e la verifica periodica del grado di usura delle immobilizzazioni;
  • La mancanza di analisi dei contratti di leasing sottoscritti relativamente all'adempimento dei criteri di leasing finanziario ai sensi dell'art. 3 comma 4 della legge in materia di contabilità per le unità il cui bilancio d'esercizio è soggetto aun’analisi obbligatoria e che ai sensi dell'art. 3 comma 6 della suddetta legge non possono usufruire della semplificazione volta a classificare i contratti in base alle normative fiscali, comportando pertanto la necessità di annoverare il cespite tra le immobilizzazioni dell'ente usufruente (occorre peraltro rilevare che gran parte dei contratti di leasing viene sottoscritta ai sensi dell'art. 4 comma 1, pertanto rimane soddisfatto il presupposto per un loro inserimento tra le immobilizzazioni dell’usufruente anche per i soggetti economici su cui non incombe tale obbligo, in base alle leggi summenzionate);
  • Una classificazione non corretta degli investimenti fissi per le esigenze dell'attività di base e dell'attività d'investimento (compresa anche una suddivisione adeguata nell'ambito di uno stabile), la quale comporta, oltre ad una presentazione errata, un modello inadeguato relativo alla stima dei costi;
  • La mancata registrazione delle perdite per riduzione di valore delle attività, compresi gli investimenti fissi non arrecanti vantaggi economici, ma anche le immobilizzazioni a titolo di imposta sul reddito differita, qualora si prevedano perdite oppure utili fiscali, tuttavia non abbastanza elevati da poter usufruire di tali immobilizzazioni;
  • La mancata analisi del valore delle scorte relativamente al prezzo di vendita al netto recuperabile, successivamente al giorno di riferimento del bilancio e pertantoil mancato aggiornamento del valoredi tali attività;
  • La mancata comunicazione degli strumenti finanziari acquisiti in particolare al fine di garantire i futuri flussi monetari nella maggior parte dalle transazioni in valuta, conseguenzadi uno scarso flusso di informazioni tra gli enti fiscali e tributari e la classe dirigente. Tale fatto comporta un mancato riconoscimento del valore iniziale delle immobilizzazioni e degli oneri finanziari già al giorno di sottoscrizione del contratto stesso, ma anche della sua stima durante l'anno;
  • La mancata valutazione e definizione delle riserve ai sensi del principio di  precauzione,  volto a imporre la loro creazione sulla base del rischio noto all'ente e del principio di proporzionalità delle entrate e dei costi, relativamente ai costi relativi a un dato periodo, che non sono stati ancora sostenuti, come per esempio la riserva per le ferie - nonostante che i dipendenti abbiano la possibilità di usufruire di ferie arretrate per un dato anno d'esercizio fino al 30 settembre dell'anno solare successivo, le unità sono tenute a definire l'importo della riserva per ferie;
  • Tralascio del conteggio degli interessi sugli oneri finanziari.

I suddetti costituiscono solamente una parte degli errori tipici in sede di redazione dei bilanci d'esercizio. Oltre alle questioni relative a una presentazione inadeguata nel rendiconto finanziario e  nel conto economico spesso si riscontrano irregolarità in merito al conto dei flussi monetari, punto importante per l'analisi del tasso di liquidità finanziaria del soggetto economico e della circolazione dei fondi nell'azienda. Le inadempienze si verificano anche per le informazioni supplementari inserite nel bilancio d'esercizio in cui l'errore maggiormente frequente è l’assenza di informazioni adeguate, compresi gli eventi economici che in un dato periodo non hanno conseguenze sui libri contabili, ma possono averle in futuro.